Passa ai contenuti principali

ARRIGO SACCHI RISPONDE ALLE POLEMICHE: "NESSUNA ACCUSA A ROBERTO BAGGIO PER QUEL RIGORE. ANZI, PER USA '94 LO RINGRAZIO"


COPPA DEL MONDO - Arrigo Sacchi risponde sulla Gazzetta dello Sport alle polemiche generate, sempre da un suo articolo sulla Rosea lo scorso 17 luglio, in cui sosteneva che l'unica differenza tra la sua Nazionale seconda a Usa 1994 e quella di Marcello Lippi, vincitrice a 2006, stesse nei calci di rigore: "Grosso lo realizzò, Baggio No".

Arrigo Sacchi risponde sulla Gazzetta dello Sport alle polemiche generate, sempre da un suo articolo sulla Rosea lo scorso 17 luglio, in cui l'ex ct sosteneva che l'unica differenza tra la sua Nazionale seconda a Usa 1994 e quella di Marcello Lippi, vincitrice a 2006, stesse nei calci di rigore: "La differenza tra la mia Italia del 1994 e l’Italia di Marcello Lippi del 2006 che ha vinto il titolo è in un rigore: Roberto Baggio lo sbaglia, Fabio Grosso lo segna". In molti, in questa espressione hanno visto come uno scarica barile nei confronti del Divin Codino, che - al cospetto di Taffarel - calciò alto il penalty decisivo al termine della lotteria dagli undici metri dopo lo 0-0 ai 120' di Pasadena contro il Brasile.



Questa la controreplica dell'ex commissario tecnico di Fusignano: "Qualcuno, secondo me erroneamente, ha voluto interpretare le mie parole come un atto di accusa a Baggio e una mancanza di gratitudine nei suoi confronti. Lungi da me, questa intenzione. Io sarò sempre riconoscente ai miei giocatori che mi hanno permesso di arrivare fino a quel traguardo, e quel traguardo, quel secondo posto, continuerò a rivendicarlo con orgoglio perché fu il risultato di un percorso straordinario e faticosissimo, compiuto in salita e con mille avversari che ci remavano contro. Molto più semplicemente, con quella frase, intendevo sottolineare che un rigore, anzi tre perché noi con il Brasile ne sbagliammo tre (oltre a Roberto Baggio, anche Baresi e Massaro), non può far pendere la bilancia da una parte o dall’altra, non può essere decisivo nel giudizio complessivo di un’esperienza. Tutto qui. Ho sempre considerato i calci di rigore, tirati dopo 120 minuti di battaglia, una specie di terno al lotto, e continuo a pensarla così. Avete idea delle condizioni nelle quali erano i miei ragazzi, lì sul campo di Pasadena, stremati dopo un Mondiale che ci aveva tolto tutte le energie? Baresi tornava a giocare dopo un infortunio al menisco, Roberto Baggio era stato in dubbio fino all’ultimo minuto perché aveva un problema muscolare, Evani era fuori. Potete immaginare che io, conoscendo quelle situazioni, me la sia presa con qualcuno di loro? Siete sulla strada sbagliata, ve lo garantisco. Tanto che ho sempre considerato quei ragazzi come degli eroi, e l’ho detto loro subito la partita, nel chiuso dello spogliatoio. 

Avete dato l’anima, dunque avete fatto il massimo delle vostre possibilità: non posso che ringraziarvi. Queste parole pronunciai lì a Pasadena, le ricordo come se fosse oggi. Ecco perché mi sono dispiaciute le polemiche che hanno fatto seguito all’articolo scritto sulla Gazzetta. Percepisco, nei toni, un’invidia che mi piacerebbe fosse un sentimento bandito dall’animo umano. Domando: ma se quelli che mi hanno mosso critiche fossero arrivati secondi a un campionato del mondo sarebbero orgogliosi o no? Giocavamo un torneo oltreoceano, dove non aveva mai vinto nessuna nazionale europea, siamo arrivati a un passo dal trionfo, come si fa a non essere contenti? E invece, in Italia, che è un Paese di campanili dove si bada sempre all’interesse singolo e mai a quello collettivo, piovono critiche a trent’anni di distanza e addirittura si pensa che io non sia stato riconoscente a Baggio. Allora voglio dirvi esattamente come andarono le cose con Roberto Baggio, che conosco da una vita, fin dai tempi in cui io allenavo il Rimini e lui era un giovane che giocava nel Vicenza. Quando arrivai in Nazionale, Roberto stava attraversando un periodo di alti e bassi nella Juventus. Gli dissi: «Vieni con la Nazionale e vedrai che ti divertirai!». Fu così. Nelle partite di qualificazione al Mondiale Roberto fu bravissimo. Arrivati negli Stati Uniti ebbe qualche problema fisico che cercammo di gestire. 

All’inizio non era al massimo della condizione. Poi, però, è stato fantastico contro la Spagna e contro la Bulgaria in semifinale. E vi confesso che ho maledetto il momento in cui non l’ho fermato contro la Bulgaria. L’ho sempre considerato un grandissimo giocatore e ho fatto di tutto per metterlo nelle migliori condizioni. E lui, questo bisogna dirlo, mi ha dato, e ha dato all’Italia, tutte le energie di cui disponeva. Ha sbagliato il rigore, e vabbè... Pazienza... Volete che un calcio di rigore possa modificare il giudizio, umano e professionale, che ho di un giocatore? Non scherziamo. Io non ho mai dato la colpa a nessuno, e mai lo farò: questo dev’essere ben chiaro. Perché il gruppo, il collettivo, il bene comune per me sono al di sopra di ogni cosa".

Commenti

Post popolari in questo blog

Estonia - Italia 1-3: gli Azzurri di Gattuso vincono e convincono! Gol di Kean, Retegui ed Esposito

Tallinn, 11 ottobre 2025 — L’Italia di Gennaro Gattuso continua a crescere. A Tallinn, contro un’Estonia ordinata ma fragile, gli Azzurri vincono 3-1 e danno segnali di compattezza, entusiasmo e fame. Una prestazione non perfetta, ma ricca di personalità: la nuova generazione azzurra risponde presente. ⚽ La Partita Il match parte con ritmo basso, ma bastano pochi minuti perché gli Azzurri prendano in mano il gioco. Al 23’ Moise Kean apre le danze con una zampata sotto porta dopo una splendida azione costruita da Barella e Dimarco. L’Estonia prova a reagire con qualche contropiede, ma al 51’ arriva il raddoppio: Mateo Retegui sfrutta un filtrante di Frattesi e piazza il pallone all’angolino. Nel finale, a chiudere i conti, c’è la prima gioia in azzurro per Pio Esposito , che al minuto 85 trova il tap-in del 3-1 dopo una respinta corta del portiere estone. L’Estonia segna il momentaneo 1-2 con un tiro dalla distanza, ma la serata resta azzurra: il gruppo di Gattuso convince per att...

Roberto Baggio, rapina in villa: colpito in testa con il calcio di una pistola e sequestrato per 40 minuti con la famiglia durante Italia-Spagna

Interminabili attimi di paura per  Roberto Baggio  e la sua famiglia. L'ex campione e  Pallone d'oro  è stato protagonista di un vero e proprio incubo mentre stava assistendo alla partita tra Italia e Spagna. Tutto è iniziato verso le 22 quando una banda di almeno cinque persone, tutte armate, ha fatto irruzione nella villa del calciatore ad Altavilla Vicentina. Quaranta minuti di terrore, ostaggio in casa propria di quei 5 banditi che non hanno esitato a picchiarlo per arraffare denaro e gioielli. Un copione già visto in molte villette del ricco Nordest, ma che stavolta ha colpito Roberto Baggio, icona del calcio italiano nel mondo, e la sua famiglia. Teatro della clamorosa incursione dei malviventi è stata la bellissima villa dove il «Divin Codino» abita da 15 anni ad Altavilla Vicentina, sui colli della bassa provincia di Vicenza. L'episodio è avvenuto mentre Baggio, con i suoi, stava guardando la «sua» nazionale, nella sfortunata prova all'Europeo contro la Sp...

Belen, una meraviglia assoluta.

  per vedere tutte le foto clicca qui  https://www.toprevenuegate.com/muzrc2pgth?key=f92cbe96d60b22606aae16614651e146